- Droga,
linea dura della Moratti
Da
Repubblica, - 21 ottobre 2008
Il
Comune chiede un giro di vite al governo. Pronto accordo con San
Patrignano per il recupero per chi fuma spinelli. "È la
prima emergenza della città". Oggi vertice con Maroni.
«Dopo
i rom, la vera emergenza di Milano ora è la droga». Alla
vigilia del vertice di oggi in Prefettura con il ministro degli
Interni Roberto Maroni, il governatore Roberto Formigoni, l´assessore
provinciale alla Sicurezza Alberto Grancini, le massime autorità
della magistratura e delle forze dell´ordine, la Asl, il
sindaco Letizia Moratti ha anticipato che chiederà al governo
un giro di vite sulla droga. E che il Comune è pronto a
sottoscrivere un accordo con la comunità di San Patrignano in
vista dell´ordinanza, che prevederà, tra l´altro,
un corso di recupero, in alternativa a una multa fino a 500 euro per
chi sarà sorpreso a fumare anche uno spinello in un luogo
pubblico. «Penso che gli accordi con tutte quelle realtà
che hanno ottenuto sul campo risultati positive nel campo della
prevenzione, del recupero e del reinserimento debbano essere presi in
considerazione - spiega il sindaco - . Milano è la prima città
italiana per diffusione di cocaina. Occorrono, da una parte
emendamenti alle leggi vigenti per rafforzare i poteri dei sindaci e
delle forze dell´ordine; dall´altra politiche di sostegno
alla prevenzione, al recupero e al reinserimento».??La Moratti
non dice altro. Salvo «che le ordinanze sono ormai pronte, ma
ci vorranno ancora due settimane di lavoro». L´occasione
dell´annuncio è, manco a dirlo, un dibattito al museo
del Rock, tra due suoi amici di vecchia data: Red Ronnie e Andrea
Muccioli, responsabile della comunità di San Patrignano, che
non solo appoggia la linea del sindaco, ma subito rilancia:
«Figuriamoci se non daremo una mano a Milano se ci verrà
chiesta. Laddove una sanzione prevede non solo una punizione ma la
possibilità di recupero, di far fronte cioè ai propri
errori con un percorso in positivo, secondo me è ben accetta».
Mariolina Moioli, assessore alle Politiche sociali conferma: «Stiamo
predisponendo le linee guida. Bisogna aiutare queste persone a uscire
dalla dipendenza e lavorare in team. Per questo gli operatori saranno
in strada con le forze dell´ordine».??Anche il
vicesindaco Riccardo De Corato è preoccupato: «Oggi
sette detenuti su dieci a San Vittore sono stranieri. E buona parte
di questi è stata arrestata per spaccio di droga. Ma chi
commette questi reati nelle carceri ci sta poco. Il 70 per cento non
più di tre giorni, l´85 per cento al massimo una
settimana». Preoccupazione condivisa anche da Monica Frediani,
a capo della procura dei minori, che oggi sarà al tavolo
insieme al presidente del Tribunale Livia Pomodoro e al procuratore
capo Manlio Minale: «Le nostre stime dicono che i consumatori
di stupefacenti sono purtroppo tanti, ma che è anche molto
difficile fermare lo spaccio».??Ma Maurizio Baruffi,
capogruppo dei Verdi, parte all´attacco: «Se la logica è
mandare tutti i milanesi a San Patrignano siamo lontani dalla
soluzione. Come sa il sindaco un conto è parlare di
tossicodipendenti da eroina, un altro affrontare il problema del
consumo diffuso. Non ci si interroga perché Milano, governata
da 15 anni dal centrodestra, sia diventata la capitale della droga?».
Andrea Fanzago del Pd aggiunge: «Le ordinanze sono interventi
palliativi che non risolvono questo problema che è dilagante.
E soprattutto l´amministrazione sta da tempo tagliando in modo
pesante la rete dei servizi sociali». Dalla maggioranza, Matteo
Salvini della Lega replica: «Sulla droga non basta la
tolleranza zero, ma sottozero. La presenza in prefettura del ministro
sta a significare che ogni ipotesi di condiscendenza, anche per le
droghe leggere, non sarà più ammessa. In una città
come Milano personalmente introdurrei l´obbligo di test anti
droga per tutti coloro che svolgono incarichi di responsabilità
sociale».
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