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NEWS
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20/10/2006 BRAIN SPLATTERS Nuove Puntate info@party, new release antiproibizionismo |
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Continua
la programmazione dalla regia Milanese
sempre
dalle 23.00 alle 2 di notte circa
Sulle
frequenze di Radio Onda d'Urto
Brain
Splatters
Radio
magazine di Musica e Culture Elettroniche.
Dal
1995
TUTTI
I VENERDI' SERA
DALLE
23.00 ALLE 02.00
NEW
RELEASE
INFO
PARTY
SPAZIO
ANTIPRO
copia e incolla questo link nel tuo mediaplayer
http://www.shoutcast.com/sbin/shoutcast-playlist.pls?rn=29554&file=filename.pls
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consolle Face&Soundsplatters supporters Djs
IL
PROGETTO RADIOFONICO "BRAIN SPLATTERS" ?' APERTO A
PROPOSTE E COLLABORAZIONI, METTETEVI IN CONTATTO CON NOI PER VENIRE
IN STUDIO A TROVARCI O ANCHE SOLO PER PROMUOVERE UN AUTOPRODUZIONE,
SEGNALARE INIZIATIVE E PARTY!
Radio
Onda d'Urto ? un NetWork e potete ricevere le sue trasmissioni
in diverse citt?, con la classica radio o per chi dispone di
una connessione internet in tutto il mondo collegandovi al sito:
www.radiondadurto.org
oppure
incollate uno di questi due link nella barra degli indirizzi internet
1?
http://www.shoutcast.com/sbin/shoutcast-playlist.pls?rn=29554&file=filename.pls
2?
http://www.shoutcast.com/sbin/shoutcast-playlist.pls?rn=501599&file=filename.pls
Qua
sotto trovate le frequenzeper ascoltarci con la Vostra radio FM!
Potete
ricevere il segnale FM nelle citt? e provincie di: Brescia,
Milano, Bergamo, Mantova, Cremona, Verona e Trento.
98.0
MHz
Milano
88.0
MHz
San
Giuliano Milanese (MI)
99.6
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Brescia
e provincia.
99.5
e 99.7 MHz
Lago
di Garda (BS)
99.9
e 100.1 MHz
100.1
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Lago
d'Iseo (BS)
100.0
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Ponte
di Legno(BS)
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MHz
Val
Trompia (BS)
95.2
MHz
Alta
Val Trompia (BS)
95.2
MHz
Bagolino
(BS)
99.7
MHz
Val
Sabbia (BS)
106.7
MHz
Lago
d'Idro (BS)
99.6
MHz
Provincia
di Bergamo
99.7
MHz
Mantova
e provincia
Verona
e provincia
Cremona
99.5
MHz
Alto
Garda e provincia di Trento
Info:
face@soundsplatters.net
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26/06/2006 Costruiamo insieme questo sito! |
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Il progetto Soundsplatters ? aperto a tutti gli artisti che si autoproducono e che credono in una produzione cuturale libera e indipendente.
...Contattateci per pubblicare il vostro profilo e i vostri file mp3, o meglio ancora proponete articoli&news che trattano di musica elettronica, eventi e Neo Culture digitali.... |
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15/11/2007 ?Windows? No grazie?.....Rimborsato! |
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SENTENZA UTILE PER CHI PREFERISCE ALTRI SISTEMI OPERATIVI
«Windows? No grazie».....Rimborsato
Il giudice dà ragione a un utente che ha chiesto indietro
i soldi del software preinstallato nel pc
Succede in Italia ed è una grande vittoria
per gli utenti dell'informatica. La grande azienda Hp
(Hewlett-Packard) produttrice di hardware cercava di svincolarsi
dall'accordo Eula, buttando tutta la colpa su Microsft, ma non ce
l'ha fatta. Rimborserà all'utente il sistema operativo
preinstallato sul suo Compaq. La licenza d'uso del sistema operativo
Microsoft Eula parla chiaro: «Qualora l'utente non accetti le
condizioni del presente contratto, non potrà utilizzare o
duplicare il software e dovrà contattare prontamente il
produttore per ottenere informazioni sulla restituzione del prodotto
o dei prodotti e sulle condizioni di rimborso in conformità
alle disposizioni stabilite dal produttore stesso». Questa
volta non è rimasta sulla carta e pacchetto è stato
prontamente rispedito al mittente.
SENTENZA UNICA - La sentenza ha accolto la
richiesta di un utente informatico smaliziato e attento consumatore:
il rimborso del costo del software preinstallato in un Pc portatile
da lui regolarmente acquistato. Per la precisione Microsoft Windows
XP e Works 8. Sentenza unica perché difende implicitamente
quella minoranza di utenti che non usa Windows preferendo altri
sistemi operativi come per esempio Gnu/Linux, ma anche perché
è la prima in Italia che rispedisca al mittente Microsoft un
prodotto che non era stato richiesto al momento dell'acquisto.
Inoltre se Hp sostiene che la licenza venga predisposta in maniera
unilaterale da Microsoft come sostenuto in sede processuale, beh
forse è ora di rivedere anche gli accordi commerciali che si
prendono tra big.
RIMBORSO - Rimborso magro, ma dal grande
valore simbolico: 90 euro per Windows XP e 50 euro per Works 8 a cui
ovviamente si accodano le spese legali. C'è stato dunque un
riconoscimento giuridico della responsabilità contrattuale
che vincola HP a Microsoft «sussiste per l'utilizzo del
software un contratto separato che il compratore non ha possibilità
di conoscere prima di avere comprato il prodotto […] e che,
se non accettato, impone di restituire quella parte dell'acquisto
lasciando il compratore con un prodotto comunque diverso e di minor
valore rispetto a quello pagato».
SENTENZA ONLINE - La notizia è stata
diffusa anche da Aduc,
associazione per i diritti degli utenti e consumatori, anche perché
il protagonista della vittoria legale è uno dei suoi
consulenti informatici. Inoltre Aduc pubblica la sentenza completa
(leggi)
che potete leggere dal vostro monitor riflettendo se Windows sia
davvero ciò che volete acquistare.
Hanay Raja 25 ottobre 2007(modificato il:
26 ottobre 2007)
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13/09/2006 BOOKING |
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Se siete dei Dj/VJ o producer di Musica Elettronica o Visuals, mettetevi in contatto con noi...!
..Oltre a pubblicare il Vostro Profilo, correlato di foto o link, possiamo realizzare una Vostra performance live, siamo in contatto con una rete di Centri Sociali e Circoli e Associazioni e Club con cui collaboriamo all'organizzazione di eventi e manifestazioni per la diffusione della Musica Elettronica e le neo Culture digitali
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dj face c/o
daniele emilio francesco
via ornato 58
20162 milano (MI)
italy |
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28/05/2007 Alla luce del sole Coltivazione delle droghe e sopravvivenza nella valle della Bekaa in Libano |
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Coltivazione delle droghe e sopravvivenza nella valle della Bekaa in Libano. Da PeaceReporter.
Alla luce del sole
Da PeaceReporter, di Karim Fael - 28 maggio 2007
Coltivazione delle droghe e sopravvivenza nella valle della
Bekaa in Libano. Da
PeaceReporter.
L'appuntamento ? fissato per le otto e mezza a Baalbek,
una cittadina molto vivace, famosa per le splendide rovine romane
che ogni anno attiravano migliaia di visitatori. Le strade sono
affollate, ma di turisti neanche l'ombra. Rawad, che ha un
minimarket aperto 24 ore su 24, mi spiega che ? colpa della
guerra: ?Lo scorso anno di questi tempi c'erano europei,
americani e giapponesi. E gli alberghi erano pieni. Adesso di rado
vediamo qualcuno, pochi anche gli arabi dai paesi vicini e ancor
meno quelli che arrivano dal golfo?. Poi a denti stretti
maledice gli aerei israeliani e lancia un'occhiataccia al cielo.
Stiamo qualche minuto in silenzio poi gli tendo la mano, lui mi
tende la sua, nerboruta e calda.
Il mio tramite ? un giovane tassista. Crede che io sia a
Baalbek per un ?affare? e io non mi prodigo a spiegargli
che le cose stanno diversamente. In macchina mi dice che lui con
l'hashish non c'entra nulla. Ma subito si contraddice: ?Qui
tutti fanno affari con la droga... hashish, oppio, eroina e
cocaina?. Imbocchiamo una strada larga che si dirige verso sud
ovest, senza lasciare la citt?. Ai lati della carreggiata,
negozi e qualche ristorante, pi? oltre case basse con i
mattoni di cemento a vista del tutto simili a quelle dei campi
palestinesi in Siria. Scoprir? pi? tardi che si tratta
di costruzioni abusive. Interi quartieri sottratti al demanio ed
edificati decenni fa dagli abitanti dei villaggi della valle.
La Mercedes si ferma di fronte a un negozio di elettronica. Il
tassista entra, dice due parole al ragazzo dietro il bancone e poi
mi fa scendere. Nel locale, che ? evidentemente una copertura
tanto ? spoglio ? due o tre telefonini in una
vetrinetta e qualche altro articolo polveroso su un espositore ?
ci sono anche tre ragazze. Il tizio dietro il bancone fa un cenno
con la mano e quelle si alzano e spariscono in strada. Si chiama
Nizar e ha venticinque anni. Parla un inglese piuttosto
approssimativo, almeno quanto il mio arabo, ma riusciamo a capirci.
Lui ? mi dice ? fa parte della famiglia. Poi senza
remora alcuna, ad alta voce e senza giri di parole mi chiede cosa
voglio. ?Hashish?? domanda sollevando il telefono. Gli
rispondo che s?, ? l'hashish che mi interessa, ma che
sono venuto solo in perlustrazione. Poi prende a parlare dentro la
cornetta. Chiede al suo interlocutore se Hammude ? gi?
a casa. Si gira verso di me: ?Cocaina? Very good quality...?.
Devo sembrare un po' nervoso e preoccupato perch? aggiunge
?mefi musckila... nessun problema?. Mi guardo attorno e
mi chiedo che c'entra la cocaina con la Valle della Bekaa. Sapevo
dell'erba e dell'oppio e invece pare che loro siano molto pi?
interessati al commercio della polvere bianca.
Una Mercedes nera parcheggia con gran fracasso fuori dal negozio.
? Hammude, il fratello di Nizar. Avr? si e no
vent'anni, ma si comporta da caporale col fratello maggiore. Mi
stringe la mano e poi si mettono in un angolo a confabulare. Mi dice
di seguirlo, salgo in macchina e partiamo. Ci addentriamo in un
dedalo di viuzze buie che mi sembrano troppo strette per l'auto su
cui viaggiamo e, ad ogni svolta, rischiamo di andare a sbattere. In
una decina di minuti arriviamo a destinazione. Davanti a noi sono
parcheggiati tre pick up enormi e altre tre Mercedes come quella del
mio autista. Oltre, una grande casa bassa. Eccoci al dunque. Hammude
scende e io lo seguo. Entriamo e mi ritrovo in una specie di
salotto. Sono solo. Poco dopo compare un ometto seguito da una
piccola corte. Si accomodano e l'ometto fa le presentazioni. Si
chiama Alan ed ? il capofamiglia. Una famiglia importante la
sua. Vengono da un villaggio sulle alture intorno a Baalbek. ?
l? che ci sono i campi. Ogni villaggio, una famiglia. E
decine di ettari coltivati a canapa indiana e papavero da oppio.
Alan non perde tempo, davanti alla famiglia riunita al gran
completo mi chiede quanto hashish voglio comprare. Gli spiego che
sono l? per guardarmi un po' intorno, poi gli confesso che
sono un giornalista, ma la cosa non sembra importargli granch?.
Di nuovo mi viene proposta della cocaina. Incuriosito chiedo se si
tratti di un loro prodotto: no, mi dice sorridendo, viene dal Sud
America. Un altro figlio ? in tutto sono dieci, forse undici ?
fa il suo ingresso. Ha con s? un sacchetto trasparente,
dentro una trentina di grammi di Red Lebanon, l'Hashish libanese.
L'odore ? penetrante. Alan ? fin troppo schietto:
bastano poche centinaia di dollari per acquistare un chilo di
?fumo?.
?Nessun problema con la dogana ? mi dice in un
inglese perfetto ? il servizio ? completo, pensiamo a
tutto noi?. Chiedo spiegazioni, ma Alan ripete: ?Servizio
completo... la mia famiglia ? molto forte?. Pi?
della polizia? ?La polizia ? dice Alan sibillino ?
non c'entra...? Mi viene servito del caff?.
L'ospitalit? ?, come in tutti i paesi arabi,
disarmante. Mi chiedono di restare a dormire ?cos?
domani andiamo al villaggio?. Declino mestamente l'offerta.
?Se cambi idea la mia casa ? la tua... hai l'et?
di mio figlio e quindi sei come mio figlio?. Alan ha capito
che l'affare con ogni probabilit? non andr? in porto,
ma niente cambia. Altro caff? e altri inviti: ?Torna
pure quando vuoi, questa ? la tua casa?.
Un calo di tensione e restiamo al buio. Leandele si accendono
veloci, sono sempre l? a portata di mano. ?Questo ?
il governo libanese ? sospira Alan ? qualche ora di
elettricit? al giorno... dobbiamo arrangiarci in ogni cosa?.
Poi un generatore parte e torna la corrente. ?Grazie al cielo
c'? Hezbollah?. Ci tiene a specificare che lui non fa
parte del movimento, non la pensa come loro. Ma Hezbollah fa tutto
quello che non fa lo stato: ?Le strade, gli ospedali... e poi
ci ha difeso e ci difende, tutti, cristiani o musulmani non
importa?. Chiedo dei bombardamenti. Mi dicono che chi poteva ?
tornato al villaggio, l? era pi? sicuro. E gli affari
come vanno adesso? ?La produzione ? aumentata dopo la
guerra, forse decuplicata. Non ci sono soldi e canapa e papavero
rendono molto di pi? dei girasoli e delle vigne?. Certo
non ? pi? come una volta, ?Ma inshallah...?,
dio volendo. E i cugini siriani? Damasco da qui dista qualche decina
di chilometri. ?Era meglio quando c'erano loro?, mi
risponde senza alcun tentennamento. ?Hanno portato pace e
prosperit?, poi se ne sono andati e adesso siamo ancora
dietro a darci battaglia gli uni contro gli altri?. E
l'indipendenza, l'autodeterminazione? ?Bisogna meritarsele e
noi non ce le meritiamo?.
Sono le undici e mezza. Alan deve andare a comprare della benzina
per il generatore, mi chiede per l'ennesima volta se voglio fermarmi
a dormire, di nuovo declino l'offerta. ?Allora lascia che ti
accompagni all'albergo?. Sul pick up in bella vista
nell'incavo del cruscotto una pistola automatica. Cerco di non farci
troppo caso. Siamo arrivati. Alan mi abbraccia. ?Pensa
all'affare e quando torni organizziamo tutto, servizio completo,
tamam?? Va bene... va bene.
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16/12/2007 Presentata In Parlamento una legge per "regolamentare" il fenomeno rave |
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Dopo il "rave act" statunitense del 2001 e le leggi "speciali" francesi del 2004 anche in Italia si prospettano tempi duri per i Ravers e Party Travellers....
PROPOSTA
DI LEGGE d'iniziativa del deputato GIORGIO MERLO
Disciplina
dello svolgimento di raduni a carattere musicale in spazi non
attrezzati presentata il 14 novembre 2007
Onorevoli Colleghi!
- I «rave party» sono manifestazioni musicali molto
spesso illegali organizzate in tutto il mondo all'interno di aree
industriali abbandonate o in spazi aperti, della durata di una notte
o anche di alcuni giorni (in tale ultimo caso sono solitamente
definiti «teknival») e sono caratterizzati dalla presenza
di più «sound system» (cioè diffusori
sonori installati su camion). Il termine proviene dalla parola
inglese «rave» che letteralmente significa «delirio»,
ma che in senso più ampio sta a indicare la voglia comune di
svincolarsi da regole e convenzioni socialmente imposte, la ricerca
di una libertà totale fisica e mentale che si esprime
attraverso il ballo e anche attraverso il consumo di droghe. Ecco
perché sarebbe forse più preciso definirli «free
party»: il termine «free» infatti, non si riferisce
soltanto al fatto che l'accesso a queste manifestazioni è
gratuito, ma soprattutto al principio di totale libertà
rispetto a qualunque regola e convenzione. In alcuni Paesi europei
come la Francia, i Paesi Bassi, la Svizzera, il Belgio e la Germania,
le autorità governative hanno cercato di arginare e di rendere
controllabile il fenomeno rendendo queste manifestazioni legali ma,
ciononostante, ancora oggi continuano ad essere organizzati party
illegali in tutto il mondo. Tuttavia negli ultimi anni da fenomeno di
controcultura «underground» i «rave party» si
sono lentamente trasformati in un fenomeno diffuso e in una realtà
per molti giovani appartenenti a diverse classi sociali e la
progressiva manovra di mediatizzazione attuata dai governi ne ha
determinato la morte, poiché ha svuotato queste manifestazioni
del loro significato originario: oggi i «rave party»
rischiano di divenire nell'immaginario collettivo poco più che
enormi «supermercati della droga» e gli ideali di
collettività, unità e libertà originari si
stanno lentamente perdendo. Nel 2002 in Francia è
stato emanato un decreto di applicazione di una legge del 2001
(cosiddetta «legge Mariani»), che vieta l'organizzazione
di «rave party», senza l'autorizzazione dei prefetti
locali, non consente il raduno di oltre 250 persone e prevede in caso
contrario il sequestro dell'impianto e conseguenze penali per gli
organizzatori. La norma prevede anche il dispiegamento di agenti o,
nei casi giudicati pericolosi per la pubblica sicurezza, il divieto
di adunarsi. Anche in Italia, dopo i numerosi «rave
party» dell'estate 2007 e i conseguenti disagi per la
popolazione, si è fatta numerosa la schiera di coloro che
chiedono un'analoga legislazione. Recentemente, infatti,
alcuni raduni di questo genere hanno generato profonda preoccupazione
nelle popolazioni locali creando forti disagi con problemi non
indifferenti di ordine pubblico. Con la presente proposta
di legge si intende disciplinare un fenomeno che non può più
essere appaltato alla pura casualità e all'improvvisazione
organizzativa e logistica. È necessario prevedere norme che
subordinino l'organizzazione dei «rave party» alla
preventiva autorizzazione del questore, in accordo con il comune che
ospita gli eventi: è questo non per comprimere
l'indispensabile pluralismo culturale, aggregativo e sociale ma, al
contrario, per incanalarlo lungo i binari di precise disposizioni
legislative capaci di garantire innanzitutto l'incolumità
delle persone e la salvaguardia dell'ambiente circostante.
PROPOSTA
DI LEGGE
..E3-->Art. 1. 1. Le disposizioni della
presente legge si applicano ai raduni a carattere musicale,
denominati «rave party», organizzati in spazi, aperti o
chiusi, non predisposti per il pubblico spettacolo, a cui partecipano
oltre 250 persone, che presentano rischi per la sicurezza dei
partecipanti, a causa dell'assenza o dell'insufficienza di
allestimenti o per la particolare configurazione del luogo nel quale
si svolgono.
..E3-->Art. 2. 1. I raduni di cui
all'articolo 1 sono autorizzati dal questore del luogo in cui si
svolgono. 2. La richiesta di autorizzazione, da presentare
almeno trenta giorni prima dello svolgimento del raduno al competente
ufficio della questura, deve contenere:
a) l'indicazione del
luogo e della durata del raduno;
b) l'indicazione del numero
previsto dei partecipanti;
c) copia dell'autorizzazione di
occupazione del sito, concessa dal proprietario o dal titolare del
diritto di uso reale;
d) il rispetto delle misure di cui
all'articolo 3, assunte in accordo con il comune dove si svolge il
raduno;
e) le generalità e la firma dei rappresentanti
dell'associazione, comitato o altra formazione che organizza il
raduno. ..NuovaPag. 4-->
..E3-->Art. 3. 1. Ai fini
di un corretto svolgimento dei raduni di cui all'articolo 1, e per
garantire la sicurezza dei partecipanti, gli organizzatori devono
assicurare, in accordo con il comune competente:
a) la
presenza di un presidio medico di primo soccorso adeguatamente
attrezzato;
b) un servizio antincendio;
c) idonea
fornitura di acqua potabile.
2. Gli organizzatori di cui al
comma 1 assicurano, altresì, le condizioni igieniche e
predispongono mezzi di raccolta dei rifiuti e di pulizia del luogo
dove si svolge il raduno.
..E3-->Art. 4. 1. Ferme
restando le disposizioni di legge vigenti sulla determinazione dei
requisiti acustici delle sorgenti sonore, il comune competente fissa
i limiti dell'intensità del volume della musica, le modalità
di uso delle luci stroboscopiche e l'impiego di luci laser che devono
essere rispettati nello svolgimento del raduno di cui all'articolo 1.
L'eventuale uso di fumogeni non può comportare l'emissione di
sostanze tossiche, irritanti o in qualsiasi modo nocive.
..E3-->Art. 5. 1. Il questore competente, nel caso di
mancata richiesta o di omissione dei dati previsti all'articolo 2,
comma 2, ovvero per ragioni di ordine, sicurezza e incolumità
pubblici, può vietare il raduno di cui all'articolo 1.
2. Al fine di individuare le misure più idonee a garantire
l'ordine, la sicurezza e l'incolumità pubblici, nonché
il rispetto delle disposizioni di legge vigenti in materia di igiene
e di tutela ambientale, il questore competente può, altresì,
stabilire modalità diverse per lo svolgimento del raduno
rispetto a quelle indicate nella richiesta di autorizzazione di cui
all'articolo 2, comma 2, provvedendo, ove necessario, a individuare
un altro luogo più adatto per lo svolgimento dell'evento.
..E3-->Art. 6. 1. In caso di violazione delle
disposizioni della presente legge, fermi restando l'applicazione
delle sanzioni penali ove il fatto costituisce reato e l'eventuale
risarcimento dei danni, si applica la sanzione del sequestro
provvisorio degli strumenti musicali, degli impianti di diffusione
sonora e di ogni altra attrezzatura finalizzata allo svolgimento del
raduno di cui all'articolo 1.
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http://www.myspace.com/technoresistance http://www.myspace.com/pablito_el_drito
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22/09/2008 22 settembre - sedicesima richiesta di sgombero per il Leoncavallo |
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22
settembre 2008 - Leoncavallo no allo sgombero ? lettera degli
artisti
Come
musicisti,artisti e operatori dell?entertainment no profit seguiamo
con preoccupazione le polemiche sulla sorte del Leoncavallo,
inaspritesi dopo le recenti dichiarazioni dei rappresentanti leghisti
in giunta comunale che, esaltati dal successo elettorale, vorrebbero
vederlo sparire con tutti gli altri Centri Sociali.
22
settembre 2008 - Leoncavallo no allo sgombero ? lettera degli
artisti
Come
musicisti, artisti e operatori dell?entertainment no profit
seguiamo con preoccupazione le polemiche sulla sorte del Leoncavallo,
inaspritesi dopo le recenti dichiarazioni dei rappresentanti leghisti
in giunta comunale che, esaltati dal successo elettorale, vorrebbero
vederlo sparire con tutti gli altri Centri Sociali.
Non
capiamo come, a fronte di una trentennale attività positiva
all?interno della città di Milano, non venga riconosciuto al
Leoncavallo e a tutti gli spazi sociali autogestiti il diritto di
esistere e di continuare con tranquillità tutti i propri
progetti, diritto già concesso in altre città in
territorio nazionale ed europeo.
In
qualità di artisti desidereremmo che il Leoncavallo possa
continuare a svolgere le molteplici attività aggregative,
sociali, culturali e politiche che loanimano e che il comune proponga
finalmente una soluzione alla trattativa che offra una soluzione
positiva per lasciare spazio non solo alla costosa ed esclusiva
"Milano da bere", un circuito privatissimo,escludente ed
esclusivo.
Un
sistema che impera a Milano dai tempi di "mani pulite",un
vero e proprio cartello che,dietro al paravento della cultura
sponsorizzata, difende interessi miliardari, gestendo di fatto tutto
quello che si muove fuori da musei e teatri, non solo in tema di
concerti, ma anche di Sport&Tempo libero, spacciando la propria
"fuffa" mediatica come Cultura&Divertimento, tanto
orientata a scelte e obiettivi di cassetta, quanto incurante dei
contenuti.
Il
risultato è la marginalizzazione e criminalizzazione di chi in
città è realmente e faticosamente impegnato nella vera
ricerca e sperimentazione artistica e culturale, obbligato senza
portafoglio a barcamenarsi in situazioni precarie o di chi
miracolosamente riesce a produrre iniziative, disponendo delle poche
briciole avanzate dal finanziamento di progetti "d?eccellenza",
realtà blasonate e megaeventi che da sole prosciugano le già
di per se insufficienti risorse comunali, rese tali oltre che
dall?inconcludenza dell?assessorato, anche dai recenti tagli al
FUS(Fondo Unico dello Spettacolo) e dai miseri bilanci dei ministeri
competenti, che hanno portato sotto la soglia di utilità una
voce di spesa che nel resto d?Europa viene invece erogata con una
percentuale fissa in base al PIL, e non in funzione del rientro
economico che offre l?investimento, al pari di un semplice
business.
Questo
appello è rivolto alla difesa degli Spazi Sociali Autogestiti
che rappresentano oramai da molto tempo un importante laboratorio
culturale e offrono al loro interno appoggio, spazi, o semplicemente
un palco per la realizzazione e la sperimentazione di idee, progetti
e desideri.
Per
questo anche oggi siamo al fianco del Leoncavallo in questa sua
ennesima battaglia per ribadire che senza questi luoghi Milano
sarebbe una città più fredda e povera.
Col
cuore firmiamo questa lettera perchè l?importante esperienza
del Leoncavallo non termini, bensì continui ad esistere e
prosperare
Scrivete
una frase di solidarietà e inviate per aderire all'appello a:
info@leoncavallo.org
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03/09/2008 Cannabis, sorprendente antibiotico ecco come annienta i superbatteri |
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ROMA
- Al
di là dei giochi di parole, la Canapa è senza dubbio
una pianta stupefacente. Le sue proprietà continuano a
sorprendere la comunità scientifica e, secondo uno studio
italo-inglese, da lei non solo possiamo ricavare olii, tessuti e
sostanze psicotrope, ma anche alcuni fra i più potenti
antibatterici, capace di sconfiggere i cosiddetti "superbugs",
microorganismi resistenti agli antibiotici che infestano gli ospedali
di tutto il mondo.
L'impiego
dei cannabinoidi naturali ridurrebbe la diffusione di alcuni batteri
resistenti agli antibiotici, tra cui lo stafilococco aureo
penicillino-resistente (MRSA). La ricerca, pubblicata sul Journal of
Natural Products, è frutto del menage a trois fra il Cra-Cin
di Rovigo, che ha coltivato le piante, l'Università del
Piemonte Orientale di Novara, dove sono state isolati i composti e
sintetizzati i loro analoghi, e la School of Pharmacy di Londra, che
si è occupata dei saggi biologici. Nel giro di tre anni, fra
il 2005 e il 2008, gli studiosi sono riusciti a dimostrare che i
cannabinoidi di tipo THC, CBD, CBG, CBC, e CBN sono eccezionalmente
attivi contro EMERSA-15 e EMERSA-16, due fra i ceppi più
virulenti di stafilococco; tra questi più efficaci si sono
dimostrati i cannabinoidi CBD e il CBG, entrambi non psicotropi.
Una
preziosa base di partenza per la messa a punto di medicine
alternative in grado di rivoluzionare le condizioni igieniche delle
strutture ospedaliere, dove in genere i batteri, a continuo contatto
con sostanze antibiotiche, si scambiano il dna e si fortificano,
diventando praticamente invincibili. "Questo scambio di
materiale genetico è invece molto difficile tra batteri e
piante. La Cannabis sativa è una fonte interessante di
composti per combattere questi microorganismi - spiega il professor
Giovanni Appendino, docente di Chimica dell'Università del
Piemonte Orientale - In Inghilterra il problema è ancora più
grave che da noi. C'era bisogno di una sinergia che mettesse a punto
qualcosa di nuovo".
L'Italia
fino agli anni '30 è stato uno dei maggiori produttori al
mondo di Canapa: i suoi semi sono ricchi di proteine e carboidrati e
regalano un olio cosmetico che può essere utilizzato anche
come combustibile; le fibre fin dall'antichità vengono
utilizzate per fabbricare tessili, corde e guarnizioni idrauliche.
Fumare o ingerire i fiori femminili e la resina, che hanno effetti
psicotropi, è illegale in Italia ma per i seguaci di alcune
religioni, come il Rastafarianesimo, rappresenta il presupposto di
ogni preghiera. Secondo i fedeli di questa religione di origine
ebraico-cristiana, la marijuana è un'erba miracolosa e le sue
proprietà medicinali, dalla cura delle allergie a quella della
sclerosi multipla, sono note alla scienza ormai da anni.
Tanto
che una miscela di cannabinoidi è stata messa in commercio da
GW Pharmaceutical per il trattamento di alcune malattie neurologiche
gravi. Il prodotto è in commercio nelle farmacie canadesi, e
potrebbe
arrivare
presto in quelle europee e americane. "Quella antibatterica è
solo l'ultima delle innumerevoli funzioni di questa pianta - spiega
Giampaolo Grassi, primo ricercatore del Cra-Cin di Rovigo - Noi siamo
stati i primi a metterlo in evidenza ma la scienza sottolinea le
proprietà terapeutiche della Cannabis da sempre. I campi di
applicazione sono fin troppi".
Il
professor Appendino mette comunque in guardia da eventuali
semplificazioni: "Fumare la Canapa, fra i tanti effetti dannosi
che provoca, facilita anche le infezioni, dato che la
somministrazione sistematica della pianta provoca
immunosoppressione". Secondo una ricerca pubblicata nel 2007
dalla rivista Journal of the American Medical Asociation, ogni anno
lo stafilococco provoca oltre 18 mila decessi ospedalieri, più
delle morti per Aids. Chissà che questo numero non sia
destinato a ridursi drasticamente entro pochi anni, proprio grazie
alla Cannabis.
(2
settembre 2008)
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31/10/2008 Trance e dissociazione |
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Venerdì
31 ottobre ? Sabato 1 novembre 2008 a Torino.
Trance e
dissociazione
Incontri,
Seminari e workshops in ricordo di Georges Lapassade
SOCIETÀ
ITALIANA PER LO STUDIO DEGLI STATI DI COSCIENZA
in
collaborazione con Edizioni SENSIBILI ALLE FOGLIE e Club 21
Presenta??
TRANCE
E DISSOCIAZIONE??
Incontri,
Seminari e workshops in ricordo di Georges Lapassade.
????Venerdì
31 ottobre ? Sabato 1 novembre 2008????presso
??FUORILUOGO??
Corso
Brescia, 14 (angolo Via Aosta) ? Torino????
INGRESSO
LIBERO
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21/10/2008 Da Reppubblica:Droga, linea dura della Moratti |
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- Droga,
linea dura della Moratti
Da
Repubblica, - 21 ottobre 2008
Il
Comune chiede un giro di vite al governo. Pronto accordo con San
Patrignano per il recupero per chi fuma spinelli. "È la
prima emergenza della città". Oggi vertice con Maroni.
«Dopo
i rom, la vera emergenza di Milano ora è la droga». Alla
vigilia del vertice di oggi in Prefettura con il ministro degli
Interni Roberto Maroni, il governatore Roberto Formigoni, l´assessore
provinciale alla Sicurezza Alberto Grancini, le massime autorità
della magistratura e delle forze dell´ordine, la Asl, il
sindaco Letizia Moratti ha anticipato che chiederà al governo
un giro di vite sulla droga. E che il Comune è pronto a
sottoscrivere un accordo con la comunità di San Patrignano in
vista dell´ordinanza, che prevederà, tra l´altro,
un corso di recupero, in alternativa a una multa fino a 500 euro per
chi sarà sorpreso a fumare anche uno spinello in un luogo
pubblico. «Penso che gli accordi con tutte quelle realtà
che hanno ottenuto sul campo risultati positive nel campo della
prevenzione, del recupero e del reinserimento debbano essere presi in
considerazione - spiega il sindaco - . Milano è la prima città
italiana per diffusione di cocaina. Occorrono, da una parte
emendamenti alle leggi vigenti per rafforzare i poteri dei sindaci e
delle forze dell´ordine; dall´altra politiche di sostegno
alla prevenzione, al recupero e al reinserimento».??La Moratti
non dice altro. Salvo «che le ordinanze sono ormai pronte, ma
ci vorranno ancora due settimane di lavoro». L´occasione
dell´annuncio è, manco a dirlo, un dibattito al museo
del Rock, tra due suoi amici di vecchia data: Red Ronnie e Andrea
Muccioli, responsabile della comunità di San Patrignano, che
non solo appoggia la linea del sindaco, ma subito rilancia:
«Figuriamoci se non daremo una mano a Milano se ci verrà
chiesta. Laddove una sanzione prevede non solo una punizione ma la
possibilità di recupero, di far fronte cioè ai propri
errori con un percorso in positivo, secondo me è ben accetta».
Mariolina Moioli, assessore alle Politiche sociali conferma: «Stiamo
predisponendo le linee guida. Bisogna aiutare queste persone a uscire
dalla dipendenza e lavorare in team. Per questo gli operatori saranno
in strada con le forze dell´ordine».??Anche il
vicesindaco Riccardo De Corato è preoccupato: «Oggi
sette detenuti su dieci a San Vittore sono stranieri. E buona parte
di questi è stata arrestata per spaccio di droga. Ma chi
commette questi reati nelle carceri ci sta poco. Il 70 per cento non
più di tre giorni, l´85 per cento al massimo una
settimana». Preoccupazione condivisa anche da Monica Frediani,
a capo della procura dei minori, che oggi sarà al tavolo
insieme al presidente del Tribunale Livia Pomodoro e al procuratore
capo Manlio Minale: «Le nostre stime dicono che i consumatori
di stupefacenti sono purtroppo tanti, ma che è anche molto
difficile fermare lo spaccio».??Ma Maurizio Baruffi,
capogruppo dei Verdi, parte all´attacco: «Se la logica è
mandare tutti i milanesi a San Patrignano siamo lontani dalla
soluzione. Come sa il sindaco un conto è parlare di
tossicodipendenti da eroina, un altro affrontare il problema del
consumo diffuso. Non ci si interroga perché Milano, governata
da 15 anni dal centrodestra, sia diventata la capitale della droga?».
Andrea Fanzago del Pd aggiunge: «Le ordinanze sono interventi
palliativi che non risolvono questo problema che è dilagante.
E soprattutto l´amministrazione sta da tempo tagliando in modo
pesante la rete dei servizi sociali». Dalla maggioranza, Matteo
Salvini della Lega replica: «Sulla droga non basta la
tolleranza zero, ma sottozero. La presenza in prefettura del ministro
sta a significare che ogni ipotesi di condiscendenza, anche per le
droghe leggere, non sarà più ammessa. In una città
come Milano personalmente introdurrei l´obbligo di test anti
droga per tutti coloro che svolgono incarichi di responsabilità
sociale».
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